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La
Narrativa avventurosa per Immagini |
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Inizio qui di seguito una rassegna sui miei autori preferiti ( e i loro personaggi ) della narrativa per immagini italiana, in questa parte dal punto di vista del fumetto avventuroso. Premetto che non ho inserito autori come Onofrio Bramante (già presente nel settore umoristico ), Renato Polese, Carlo Raffaele Marcello, Aurelio Galleppini ( in arte Galep ), Franco Bignotti, Franco Donatelli e la esseGesse perché già molto noti al pubblico bonelliano italiano. Mi scuso fin da ora per eventuali inesattezze. |
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Marco Pugacioff – Natale 2005 |
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Antonio
De Vita in
arte DEVI: |
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E' nato nel 26 aprile 1923, a Tropea in Calabria dove ha passato la sua infanzia e la sua giovinezza. Dopo un'infanzia un po' difficile dovuta al contesto economico dell'epoca, riuscì comunque a portare a termine gli studi e diventare maestro di scuola. Ma, ancora giovane, dovrà accontentarsi di fare delle supplenze nei paesini dei dintorni, nella montagna. Siamo nel 1943 e farà questo mestiere per 4 anni. Ma Antonio aveva la passione del disegno e pur continuando i suoi studi, illustrava numerose scene per il suo piacere o su richiesta di alcuni suoi amici. Appassionato di quest'arte, con qualche soldo in tasca, decise di tentare la fortuna a Milano, nel disegno. E' l'anno 1947. Consulta allora parecchie case editrici milanesi per propone i suoi servizi e fa così alcuni fumetti come "Za la mort" (Editrice Stellissima), "Il Figlio della Prateria" (Editrice Sportivetto di Vicenzo Baggioli) o "Maschera Blu" (sempre da Baggioli). Entra poi alla casa Alpe, una delle più grandi case editrici milanesi dell'epoca come la Mondadori. Qua, realizzerà "Razzo Bill" un famoso western, collaborerà alla serie "Jimmy & Johnny" di cui disegnerà parecchi episodi e soprattutto lavorerà nel testate "Gaie Fantasie" nel quale farà fiabe e favole che firmerà DEVI, il suo nome d'arte. Il tempo passa e arriva l'anno 1954. Marcel Navarro, direttore della LUG di Lione, voleva trovare un disegnatore che facesse delle storie direttamente per la Francia. E' cosi che si rivolge al direttore dell'Alpe con cui era spesso in affari e, quest'ultimo gli indica Antonio De Vita. DEVI comincia il suo lavoro e disegna cosi "Le Chevalier d'Harmental" (Il Cavaliere di Harmental) nel 1954 e 1955 poi "L'Aigle de Clermont" (L'Aquila di Clermont) dal 1955 al 1961 e soprattutto "Le Petit Duc" (Il Piccolo Duca) durante lo stesso periodo. Subito è il successo. Essendo libero di realizzare quello che voleva, senza riferire all'editore, Antonio De Vita scatena la sua fantasia e crea veri capolavori che ai ragazzini francesi piaceranno moltissimo. Durante 7 anni, appassionerà i suoi lettori che seguiranno, mese dopo mese, anno dopo anno, le avventure di Bussy l'Aquila di Clermont o di Mirko il Piccolo Duca. E' ques'ultimo fumetto che avrà il più grande successo. Ma sfortunatamente la collaborazione si fermerà nel 1961. Per farla breve, l'editore Navarro voleva che Devi andasse a lavorare in Francia, a Parigi, ma lui non poteva perché suo papà stava molto male. I rapporti d'affari fra Devi e Navarro dunque si chiusero qua e Devi ha continuato il suo lavoro in Italia, abbandonando i fumetti. Illustrò enciclopedie per ragazzi da l'editore Fenu. Adesso, in pensione, lavora e disegna sempre bellissimi disegni.
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( Testo di Jean-Yves Guerre, visitate il suo sito su
DEVI: mirko.htm |
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La prima tavola di Mirko, il piccolo Duca |
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Due tavole affascinanti della saga di Mirko |
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Un’altra tavola di Mirko. La saga si compone di più di 60 episodi a 32 tavole ciascuno, di cui uno perduto. Attualmente l’autore sta realizzando un nuovo episodio della saga per conto di Gerard Tomassian, ( libreria Fantasmak di Parigi ) che ha anche stampato un port - folio con tavole a colori di Mirko |
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Un’immagine di Mirko dal port - folio |
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L’Aquila di Clermont, una saga ambientata nel
‘600 |
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Per il volto del protagonista DEVI si ispirò all’attore
Jean Marais |
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Un esempio dell’arte di DEVI. Il suo uso del colore dà le vertigini |
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Carlo
Cedroni: |
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L’autore nasce a Velletri ( che la tradizione vuole vi sia nato anche Giulio Cesare - hai detto niente! ) nel 23 di febbraio del ’25. Esordisce nel ’53 completamente autodidatta, lavorando sul western COLORADO KID delle Erre-CI di Roma, inoltre illustra la versione a fumetti della pellicola western “una pistola in vendita”. Lavora poi in Francia dal ’56 al ’64 con le Èditions du Rempart e con le Èditions Lug ambedue di Lione ed anche con le Èditions Aventures et Voyages di Parigi ( la futura Mon Journal ). Per le edizioni parigine disegna alcuni episodi di NIC REPORTER al secolo Nick Barrier ( illustrato anche dalla Lina Buffolente ) BAYARD, e ROULETABILLE. Dal ’64 al ’68 realizza per i Fratelli Spada Editori di Roma molte storie di guerra, ben cinque episodi di MANDRAKE e diverse copertine per L’UOMO MASCHERATO. Ma l’autore rimarrà ( per chi scrive ) una pietra miliare del fumetto per le migliaia di tavole realizzate per la Lug di Lione di BLEK MACIGNO ( in Francia Blek Le Roc ) di cui realizzò, per alcuni episodi, anche i testi. Nelle sue tavole esplode, meraviglioso, tutto il fascino del settecento, solo pochi altri autori sono stati così bravi come Carlo Cedroni nel descrivere quest’epoca storica. Sempre chi scrive non capisce perché, l’editore italiano del Comandante MARK, d’accordo con l’esseGesse, scelse la signora Buffolente ( pur brava, ma non adatta per questa serie, tanto che avrebbe poi dato il meglio di sé sui racconti illustrati di Capitan Miki per la Dardo ) invece dell’autore romano per continuare la saga del capo dei lupi dell’Ontario. Una svista tanto più clamorosa se si pensa che per Castelli realizzò un episodio di Martin Mysterè ( l’ombra della svastica n. 119/bis ). Il Maestro Cedroni ci ha lasciato Venerdì 24 Ottobre 2008. |
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Mandrake |
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Trapper John |
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Due copertine per numeri speciali francesi. Ammirate che meraviglia! Con la loro bellezza fanno impallidire le attuali copertine italiane dell’edizione di Blek | ||
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Una tavola rimontata in due striscie della prima storia
di Blek disegnata da Cedroni |
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Blek in azione è sempre un superbo spettacolo |
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Una straordinaria vista dall’alto di una
taverna |
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L’interno di questa cantina sembra una
fotografia |
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Una cosa non nuova per Blek indossare la divisa di un ufficiale delle giubbe rosse. La domanda è: ma come fa a trovare un abito adatto alla sua stazza? |
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E infine due tavole di Nic Reporter nella sua
redazione |
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Luciano
Bernasconi: |
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Luciano Bernasconi nasce a Roma nel ’39. dopo un soggiorno in Brasile ( tral’altro negli stessi anni in vi è ambientato Mister No, peccato che non lo abbia mai disegnato! ) ritorna in Italia e inizia a lavorare aiutando nelle matite Carlo Cedroni ( al tempo nell’atelier Barbato ) che faceva TRAPPER JOHN. A comunque modo di realizzare matite anche per altri disegnatori come Alberto Giolitti, Ruggero Giovannini, Gino Guida, Nevio Zeccara. Nel ’67 lega il suo nome al fumetto di PAPPAGONE, la mitica maschera televisiva di Peppino De Filippo e alla serie successiva di CICCIO & FRANCO, avventure comiche della premiata ditta siciliana Franco Franchi & Ciccio Ingrassia. Più recentemente qui in Italia ha realizzato un episodio ( rimasto inedito per la chiusura della rivista ) di SHERLOCK HOLMES, e matite per lo sfortunato GORDON LINK e TEX WILLER ( l’episodio Oltre la frontiera apparso sui numeri 375/376 ) in episodi inchiostrati da Raffaele Della Monica. Lavora molto per la Francia, in particolare per la Lug di Lione per cui disegna due episodi di BLEK MACIGNO ( gli episodi Je vaincrai Blek, kiwi n. 270 e Le canard sauvage, kiwi n. 250, ancora inedito in Italia ). Bisogna sottolineare che al contrario di quando viene scritto nell'attuale edizione di Blek delle edizioni IF, Bernasconi ( conferma che l'autore mi ha dato puntualmente in ben due occasioni ) non ha MAI fatto matite di episodi di Blek, in seguito inchiostrati da Cedroni. Oltre a ciò sempre per la Lug illustra innumerevoli personaggi dell’universo Lug, poi Lug/Semic. Fra tutti vorrei segnalare WAMPUS ( apparso anche in Italia grazie alla ed. Naka ) e L’AUTRE. WAMPUS è una creatura aliena che semina morte e distruzione sul suo cammino, tra cui anche un esplosione nucleare che distrugge Londra. La censura intervenne immediatamente e il personaggio cessò le pubblicazioni. Al suo posto comparve L’AUTRE – L’ALTRO. Il giovane giornalista francese Jean Vlad in visita al penitenziario di Matraz ( chiara allusione al famigerato carcere americano Alcatraz ) incontra un detenuto chiamato Flanagan con occhi inquietanti a forma di freccia, che lo conosce. Costui lo avverte che è arrivato sulla terra per scatenare la rovina, la paura, il caos. Ritornato a Parigi Vlad scopre con terrore che Flanagan è evaso e che rovine, paura e caos stanno sconvolgendo la terra. Inizia così una caccia spietata tra lui e l’alieno, il quale non è altro che il suo doppio di una dimensione parallela ( appunto l’altro ) dove regna la malvagità. La lotta si svolgerà in ogni parte del pianeta, da Roma alle Ande ( Jean Vlad viaggerà perfino in mondi paralleli al nostro ) fino alla lotta finale in Australia ai piedi dell’Ayers Rock! Non svelerò la conclusione perché è angosciante e si riassume tutta nel titolo dell’ottavo e ultimo episodio: Vainqueur et vaincu, appunto Vincitore e vinto! Aggiungerò solo che è una serie ( inedita nel nostro paese ) tutta italiana visto che i testi sono di Franco Frescura. |
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Una stupenda immagine del mago Cagliostro |
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La folgorante potenza di Wampus! |
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Il primo numero dell’edizione italiana di
Wampus |
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Wampus incontra il pirata Dragut. L’edizione italiana è
sulla sezione le mie pubblicazioni |
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La prima tavola dell’Altro dal titolo
inquietante “ti attendevo Jean Vlad” |
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La trasformazione dell’Altro |
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Rovine, paura e caos a Parigi |
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Una copertina per Blek Macigno |
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Due tavole da “le canard sauvage” dove Blek rischia la vita per salvare la figliola di un ufficiale delle giubbe rosse |
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Vladimiro
Missaglia: |
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L’autore veneziano nasce il 14 maggio del ’33, disegna innumerevoli personaggi su testi del fratello Ennio scomparso nel ’93, anche con la collaborazione del bravo Ivo Pavone ( nato a Taranto, classe del ’29 ). Infatti tutti e tre realizzano insieme personaggi come JESUS ( in ristampa chiamato Colt, oggi pubblicato in Turchia col nome di JERICO ), JUDAS e GIL, tra i più famosi. Missaglia da solo realizzerà anche un episodio di MISTER NO su testi del fratello. Ma la serie che è rimasta più impressa ( sempre per chi scrive ) è UFO, in Francia BRIGATA O.V.N.I. del ’74. La serie ispirata alla serie televisiva inglese “UFO – Minaccia alla Terra”, ne riprende le tematiche. La squadra S.H.A.D.O. del comandante Ed Straker ( l’attore Edward Bishop ) combatte contro misteriosi invasori alieni, che catturano esseri umani per trapiantare gli organi interni umani sui loro corpi morenti. Nel fumetto rimane l’idea di base, anche se a volte gli stessi alieni collaboreranno con il comandante Raul Tuis, comandante della squadra UFO di stanza sulle Alpi svizzere. Il volto di Tuis è ispirato a quello dell’attore Bishop, mentre quello della sua segretaria Alma Rogers a quello della attraente attrice Gabrielle Drake. Nella classica situazione di questo genere, la ragazza è innamorata del suo principale e trema per lui ogni volta che è in pericolo di vita. Ma neanche il comandante Tuis è insensibile alle grazie della sua segretaria, prova ne è il regalo di una scimmietta, battezzata Krik, ( comparsa nell'episodio "Il pianeta sconosciuto" - UFO n. 17 del 1974 ) fatto da quest’ultimo alla ragazza. Ma l’obbiettivo per Tuis resterà sempre « la salvezza dell’Umanità ». |
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UFO in versione francese |
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Il comandante Tuis insieme alla ragazza di cui è
innamorato, la sua segretaria |
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Una bella tavola di sapore cinematografico |
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Tuis in una impari lotta contro un invasore
alieno |
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Gli invasori arrivano |
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una tavola tratta dalla ristampa di Mister No |
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la popolarità dei personaggi della ditta Missaglia & Pavone oltrepassa l’Italia conquistando Francia, Spagna e Brasile. Questa è una copertina della prima edizione Turca di fine anni ’70, dal 2005 in ristampa |
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Antonio &
Enzo Chiomenti: |
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Gli autori foggiani, ( sono infatti nati a cerignola, Antonio il 25 di aprile del ’25 e Enzo il 24 di maggio del ’30 ), sono una coppia di fratelli attivissimi nel campo del fumetto. Innumerevoli i personaggi a cui hanno messo mano ( come anche BLEK & MIKI e la svestita PANTERA BIONDA di Enzo Magni ), alcuni creati anche da loro come JEZAB IL FENICIO, solo per citarne uno. Ma la creatura che più ha colpito chi scrive, per i bei testi e i disegni ancor più meravigliosi è il celebre MARCO POLO. Il personaggio di Marco Polo non ha certo bisogno, come Robin Hood, di presentazioni. È mia stretta convinzione che sia realmente vissuto alla fine del medievo, era nato infatti a Venezia nel 1254 ( secondo altre versione sulle coste slave per poi ritrasferirsi a Venezia ), Marco si recò con il padre Niccolò e lo zio Matteo in Asia. Qui ebbe potenza e missioni di fiducia da parte del Gran Khan del Katai ( Cina ). Tornato in patria, partecipò nel 1298 alla battaglia navale di Curzola. Prigioniero dei Genovesi, dettò in carcere, a Rustichello da Pisa, la narrazione dei suoi viaggi. Oggi si tende a dire che Marco non è mai esistito, partendo dal fatto che i cinesi erano, e sono, i più grandi burocrati del mondo e che egli non viene mai nominato in nessun documento dell’epoca. Nessuno può immaginare come Marco essendo uno straniero, per di più di un’altra razza, appena partito e morto l’imperatore, di cui era il protetto, possa essere stato benissimo oggetto di una “Damnatio Memoriae”, per cui il suo nome sia stato cancellato dai documenti. Per di più Rustichello scrisse la prima versione del “Milione” in francese e che questa sia andata perduta, sostituita da altre versioni più recenti. Una prova in più che le memorie che narrò a Rustichello non siano false è data da Antonio Pigafetta che nella relazione sul primo viaggio ( ufficiale ) intorno al mondo fatto dalle navi di Magellano scrive chiaramente che una volta passata la punta dell’America si trovano a passare di fronte Cipangu e un anno dopo sono nel Cataio, nella terra del gran Khane. E questo conferma le parole di Marco che i cinesi penano una anno ad andare e uno a tornare dall’isola di Cipango. Chi non mi creda si legga queste due opere! Comunque il personaggio di Marco Polo fu oggetto di riduzioni cinematografiche, alcune tratte dal Milione come lo splendido film della Rai di Giuliano Montaldo, oppure in film d’avventura di Hong Kong come “l’Inferno dei Mongoli” dove Marco ( l’attore Richard Harrison ) assiste all’allenamento, e successiva morte, di quattro campioni delle arti marziali. Il fumetto non poteva dimenticarsi di questo eroe dell’avventura ed è in Francia che viene valorizzato al meglio. Marcel Navarro ( mitico editore d’oltralpe ) scrive le prime avventure nel ‘48, su disegno di Guy Lebrun. Ma essendo il disegno troppo influenzato dal Tarzan di Burne Hogart, la serie di 14 episodi viene completamente ridisegnata nel ’59 dai talentuosi fratelli italiani Antonio e Vincenzo Chiomenti e vengono scritti nuovi episodi. nel ’61, in uno speciale di 140 tavole su testi di Jean Ollivier, viene narrato come Marco lascia la madre a Venezia per andare incontro al padre e allo zio che si trovano a San Giovanni d’Acri. In quest’avventura Marco non riuscirà ad abbracciare i suoi parenti e si troverà addirittura nelle grinfie del famigerato “Vecchio della Montagna”, il capo della setta degli assassini. La serie sarà talmente benvoluta dai lettori francesi che la “Mon Journal” la proseguirà fino all’89 nel circuito dei fumetti popolari francesi oggi quasi completamente scomparso. Qui nel nostro paese Marco Polo come fumetto è stato poco sfruttato, vorrei citare solo due esempi: l’albogiornale della Mundus del ’41 di due numeri unici disegnati da Egidio Gherlizza di appena 16 pagine ognuno e “Le Avventure Fantastiche di Marco Polo” del ’82 , scritte da Angelo Saccarello e disegnate dal maestro spagnolo Jesus Blasco per il settimanale Albo Blitz. In questa versione Blasco prese per modello del suo Marco, l’attore americano Ken Marshall. Purtroppo nessun episodio della serie disegnata dai Chiomenti ha mai visto la luce in Italia. |
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Blek Macigno |
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La copertina dell’albo speciale con la partenza da Venezia di Marco Polo |
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Le meravigliose avventure di Marco Polo |
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Marco incontra il pericoloso Vecchio della
Montagna |
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L’incontro con Kublai Khan |
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Due tavole di sapore salgariano dall’episodio “il segno del serpente” |
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Una battaglia navale da “i dragoni fumanti” |
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Otello
Scarpelli: |
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L’autore romano nasce nel 1928, subito dopo aver frequentato il Liceo Artistico, inizia a lavorare su Il Vittorioso nel ‘56, e manterrà le collaborazioni fino alla chiusura del giornale nel ’68. Intanto dal ‘65 collabora anche con Il Giornalino ( e questo fino al recente 2002 ) con vari fumetti storici e la serie dedicata ai racconti di Salgari con sceneggiature di Piero Canotto Ha realizzato poi le illustrazioni per Conoscere Insieme sempre per Il Giornalino. Nel 1974 vince il premio di pittura Campidoglio d’Oro. Per la ELI di Recanati realizza la serie di poster SPQR su usi e costumi antichi. Attivissimo Oltralpe, dove realizza per la Mon Journal ( la casa editrice di AKIM e del COMANDANTE MARK ) tutta la serie di IVANHOE’. Chi scrive fece un unico viaggio in Francia, nel 2001. In quella occasione, in una piccola edicola di Orange, posta di fronte a un superbo teatro d’epoca romana, comprò un albo della ristampa di IVANHOE’. Fu subito amore a prima vista, seppur la ristampa era davvero pessima, i disegni di Otello Scaperlli lo colpirono subito ( come del resto quelli di Chiomenti, visto che l’albo era diviso con MARCO POLO di Chiomenti e con NIC REPORTER di Cedroni ). In quel numero vi era una parte della riduzione a fumetti del romanzo di Scott, che durarono per dieci episodi poi la serie seguì con avventure inedite. La serie è composta di più di 200 episodi ( la prima serie di Ivanhoé durò in edicola 222 numeri, ma dal 213 si ristamparono i primi episodi ) in cui compaiono anche i compagni della foresta ovvero la banda di ROBIN HOOD. Ivanhoé riesce al decimo episodio La dernière forteresse - L’ultima fortezza a sposare la stupenda LADY ROWENA, di lì in poi avvengono numerose avventure, dove avviene tra le altre cose, anche la morte di Robin HOOD e del padre CEDRIC. Ora non avendo tutte le avventure ( posseggo solo una cinquantina di episodi della saga ) non so cosa è avvenuto della sua bella moglie, perché ad un certo punto ( all’incirca al 180° episodio ) Ivanhoé è costretto a fuggire dall’Inghilterra ed a iniziare la carriera di Cavalier Errante. GIOVANNI SENZA TERRA lo ha bandito dal regno e gli ha messo una forte taglia sopra la sua testa, una situazione non nuova che è avvenuta anche a NIPPUR DI LAGASH, pubblicato in Francia, col nome di KIRN, proprio sulla sua rivista. In giro per l’Europa, nella foresta di Bray ad est della città ducale di Rouen, Ivanhoé salva la vita a un boscaiolo che diverrà nell’episodio successivo, il 193, il suo scudiero. L’uomo si chiama RIQUIER, ha per compagno uno splendido falco chiamato KRIK e Scarpelli ha disegnato il suo volto su modello dell’attore Charles Bronson. Si mettono al servizio di FILIPPO Re di Francia e per lui assolvono molte missioni, tra cui quella di salvarlo da un attentato organizzato dal Re inglese. Tornando in Inghilterra, nella traversata si accompagna con loro FRATE TUC, ritrovano PETIT - JEAN a capo di una lotta di resistenza contro l’usurpatore con il nome di BRANDAN. E sarà proprio in Cornovaglia, dopo disastrose vicende, che riusciranno a infliggere a GIOVANNI SENZA TERRRA una cocente sconfitta. La serie come d’uso in Italia, è ancora totalmente inedita. |
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Roger Moore interpreta Ivanhoé in una serie televisiva
inglese. È stato usato molto probabilmente come modello da Scarpelli per
il suo personaggio |
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La prima tavola di Ivanhoé, uscito nel marzo del
’60 |
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Dal n. 11, finalmente la bella Romena è sua
moglie |
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Ivanhoé salva il suo futuro amico e scudiero. Dal 192°
episodio |
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Due splendide tavole dal 183° episodio |
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La sbirraglia di Giovanni Senza Terra mette a ferro e a
fuoco la Cornovaglia. Dal 208° episodio |
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…ma inizia la riscossa capeggiata da Ivanhoé |
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In una grande battaglia campale, Ivanhoé e i suoi amici
attireranno in una trappola gli sbirri di Giovanni… |
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…in una palude! il fellone Giovanni Senza Terra è
sconfitto!!! Dopo tutto questo carnaio Frate Tuc sente una fame da
lupi |
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Una avventura storica ( in cui matite, chine e colori
sono opera di Scarpelli ) sul personaggio di Filippide… |
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…e un’altra ambientata alle funeste idi di marzo da Cronos della E.L.I. |
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Branislav ( Bane
) Kerac: |
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L’autore è un serbo nato il 7 di settembre del ‘52 a Novi Sad, ( la capitale della regione indipendente della Vojvodina al nord della Serbia ) che ha abbandonato il mestiere di dentista per affrontare il meraviglioso mondo delle nuvole parlanti; divenendo così non solo uno dei migliori disegnatori della tormentata ex-Yugoslavia, ma uno dei migliori disegnatori europei! In passato ha realizzato anche storie ( inedite in Italia ) di Tarzan! Uno dei suoi personaggi più famosi nella sua madrepatria è CAT CLAW, una sorta di attraente super-eroina di cui la televisione della Vojvodina nel ‘97 ha dedicato una serie di telefilm, in cui recitava lo stesso Kerac. Ma tra tutti i personaggi di cui si è occupato c’è anche BLEK MACIGNO. Negli anni ’80 la casa editrice Dnevnik di Novi Sad fece un contratto con Casarotti, il detentore dei diritti su BLEK e realizzò qualcosa come 60 episodi inediti su questo personaggio, la maggior parte scritti dallo sceneggiatore S. Obradović e disegnati dai migliori artisti dell’allora federazione, tra cui spiccano Kerac e Blando Plavśić. Kerac ha realizzato quattro storie di BLEK: Il Gatto su testi di Obradović ( 1981 ); Cuore Spezzato ( suoi anche i testi 1982 ); La Valle perduta su testi di Obradović ( mai pubblicata, 1982 ); L’Isola dei cavalieri neri ancora su testi di Obradović e con le chine di Sibin Slavkovic. |
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Kerac e alcuni suoi lavori per Tarzan e il Tenente Tara,
una serie a fumetti ambientata nella 2° guerra mondiale | ||||
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Alcune illustrazione di genere fantasy ©
Kerac | ||
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L’attraente Cat Claw. La terza illustrazione del
personaggio è sotto il marchio della banda hard rock di cui fa parte
Kerac | ||
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Una copertina a firma combinata Plavśić/Kerac per
Pietà per un traditore |
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La 1° copertina di Cuore Spezzato |
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Due tavole da Cuore spezzato...
![]() ...e sempre da Cuore
Spezzato, una calda scena d'amore tra Blek e la sua Lil' Paw.
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Ögan il
vichingo: |
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Qui di seguito si parla di due personaggi di due scuole imparentate con quella realista – avventurosa italiana, anzi più che imparentate sono vere e proprie sorelle: la scuola spagnola e la scuola argentina. Per la scuola spagnola è stato preso a modello un personaggio realizzato per l’editoria francese, appunto Ögan il vichingo. I vichinghi erano pirati scandinavi che, dalle loro sedi sulle coste norvegesi, infestarono, nel Medioevo, il Mare del Nord e poi si stabilirono sotto il nome di Normanni in molti paesi d’Europa. Normanno vuol dire “abitante del Nord”, ma anche “uomo del frassino” dal legno con il quale si costruivano le loro imbarcazioni. Winston Churchill li ha definiti “gli arditi predoni del mare”. Ogan è uno di loro, è giovane, alto e forte. Insieme ai suoi amici, il vecchio e saggio Kiron e il giovane Poulet percorrono i mari del nord in cerca di ingiustizie a cui riparare. E le ingiustizie vengono il più delle volte dal Re Erik. Questo Re ha un fratello Haakon, di cui Ogan è un partigiano, che risiede nell’isola di Song. Un rifugio di cui Erik pagherebbe una fortuna per saperne l’ubicazione e dove Ogan ha nascosto Gunilda, la fanciulla che gli ha rapito il cuore. Ma Ogan non scorazza solo in mare, non è infrequente vederlo sopra un cavallo in mezzo a foreste rigogliose, mentre i suoi amici lo attendono o in un villaggio, oppure in una grotta od, ancora in vecchi templi di legno chiamati “afhus”. Ogan deve il suo fascino soprattutto ai disegnatori di cui il più rappresentativo è César Lopez. Altri disegnatori sono Jaime Brocal Remohi, Auraleon, Adolfo Buylla, Jaime Juez, Francisco Puerta. Ogan uscì per la prima volta in Francia nel ’63 ( 104 numeri fino al ’72) e questo smaschera gli autori in quanto che Ogan non è altro che la versione vichinga del più grande e famoso fumetto d’avventura italiano degli anni’50 e ’60: Blek Macigno. Infatti fu proprio il suo editore, la Dardo ha pubblicare le sue avventure prima in albo autonomo ( 20 numeri quindicinali fino al ’66 ) poi sulla testata Robin Hood. |
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Ögan cavalca nella foresta |
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Due tavole di ambiente marittimo | ||
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La corte di Erik |
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Nella prima tavola, sbarcati nell’isola di Song, la prima ad accoglierli è la dolce Gunilda Nella seconda si vedono i tre amici insieme | ||
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Nippur de Lagash
( in Francia Kirn ): |
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Per parlare della scuola argentina, che ha avuto il suo massimo rappresentante in Alberto Breccia detto “el viejo-il vecchio”, è stato scelto il personaggio che più ha colpito chi scrive Nippur! |
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Nei stessi tempi in cui Romolo tracciava il solco quadrato della città eterna Roma, laggiù nella Mesopotamia, la leggendaria terra dei due fiumi, un uomo perdeva la sua città. Quest’uomo aveva nome Nippur, da allora il suo nome e il nome della sua città divennero tutt’uno, fusi insieme in una leggendaria visione di un guerriero che fu generale, pastore, schiavo e re! Urukagina, il suo re era stanco della guerra contro l’infido e spietato Luggal-Zaggizi e propose una pace ragionevole. Il giorno fissato per firmare le tavolette del trattato ci fu anche un torneo in cui Nippur partecipò. Solo questo lo salvò perché sul palco il suo re veniva ucciso a tradimento e Luggal-Zaggizi inseriva Lagash tra le sue conquiste. Con il suo amico Ur-El si fece largo tra il sangue e fuggì. Da allora fu chiamato “l’errante” perché i suoi sandali erano sempre sporchi di polvere, fu chiamato “incorruttibile” perché dentro di sé aveva un cuore che si spezzava spesso di fronte alla violenza gratuita e alla malvagità e nessuna somma poteva corrompere la sua anima. Il giornalista argentino Martin Caparros ha con intelligenza confrontato la sua figura con altri tre eroi di questi tempi: Guevara, Bond e Gesù. Uno salvava i poveri del mondo, un altro salva le democrazie occidentali e il terzo a chi credeva e crede in lui. Nippur, concludeva, salvava una certa idea della Morale e della Giustizia, nella tradizione del giustiziere errante che va combattendo tiranni. In Italia abbiamo avuto la fortuna di poterlo leggere a lungo sulla testata Lanciostory grazie alla Eura Editoriale di Roma, ma in Francia sono stati stampati solo una ventina di episodi della sua lunga saga che ne comprende ben più di quattrocento, per di più ufficialmente ancora non conclusa. Comparve sullo splendido PF ( piccolo formato, cioè il fumetto popolare francese ) Ivanhoé nell’agosto dell’81. malauguratamente le tavole di Ricardo Villagran, come pessima usanza della Mon Journal, erano state rimontate. Ciò che mi lascia stupito è che la Mon Jornal ebbe tra le sue mani ( ricordiamo che le due edizioni ebbero inizio simultaneamente nello stesso anno ) almeno quattro episodi inediti in Italia tra cui quello in cui Nippur incontra per la prima volta la sua moglie amazzone Karien. Da questa splendida regina guerriera Nippur ebbe un figlio di nome Hiras, ma in Francia però non hanno mai letto la storia, illustrata da Carlos Leopardi, dove perde il suo occhio sinistro per colpa di un sudicio individuo che, quasi nessuno sa, è l’autoritratto del disegnatore stesso. Una notizia questa avuta da chi scrive dal suo amico argentino Oscar Ruben Villareal, da anni in Italia e che nella sua gioventù lavorò a stretto gomito con gli autori della scuola argentina. |
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La saga fu creata nel ’67 da Robin Wood che viene definito oggi in Argentina “la leggenda vivente”, un talentuoso scrittore creatore di innumerevoli personaggi tra cui Dago, un nobile veneziano che diventa schiavo dei turchi poi potente aiutante di Barbarossa, il famigerato pirata che compare anche nella saga di Dragut della Lug/Semic. Il primo disegnatore invece è Lucho Oliviera che collaborerà ancora con Wood in “Gilgamesh, l’immortale”, da allora altri disegnatori e sceneggiatori ( come Ricardo ferrari, che oggi scrive Amanda e Dago ) hanno continuato la saga che in Argentina ha avuto una, speriamo momentanea, battuta d’arresto per la pesante crisi economica che investe quel paese. Per altre informazioni visitate il sito argentino: http://blancasmurallas.com.ar/ |
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La prima tavola di Nippur, opera di Lucho Oliviera, siamo nel ‘67 |
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Nippur ha appena salvato la sua futura moglie da tre
mascalzoni. Dall’edizione francese |
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Una tavola tratta dalla storia “La columna de los
buitres – La colonna degli avvoltoi” |
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Un Nippur diciottenne inedito in Italia |
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Un’illustrazione di Ibanez |
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Un’immagine di Zaffino |
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