CACCIA AL LADRO D’AUTORE.
I magnifi sette
episodi del
Capitano Maffei.

Gemma nei panni del Capitano Maffei
L’immagine è ripresa da una rivista degli anni ’80 a puro scopo illustrativo.
“Caccia al ladro d’autore” è una serie di telefilm il cui episodio pilota fu presentato alla biennale di Venezia del ’83. Il tema di queste pellicole erano le avventure di un investigatore italiano impegnato a impedire la piaga dei furti opere d'arte che affliggono la nostra nazione. Sembra che tutto nasca nel ’68, quando ad Alfredo Castelli, giornalista e scrittore, fu affidata la realizzazione di una sceneggiatura di un pilota televisivo da Bruno Paolinelli ( che produsse il disegno animato "Putiferio va alla guerra" ). L'attore che doveva impersonare il futuro Capitano Maffei era Mario Moretti che all'epoca interpretava la spalla del famoso "Tenente Sheridan". Castelli battezzò questo suo personaggio Franco Ferretti, facente parte di un corpo speciale collegato al ministero dei Beni Culturali. Il soggetto ambientato in Toscana ( la fonte di queste note è lo speciale Anaf su Martin Mystère e Allan Quatterman degli anni '90 ) aveva attinenza con gli antichi Etruschi, e lo scrittore lo riutilizzò poi per la sua creatura a fumetti, Martin Mystère, ma questa è un'altra storia. Negli anni '80, l'idea di questa serie passò al geniale Duccio Tessari, uno dei padri degli Spaghetti-Western, che chiamò immediatamente Giuliano Gemma, lo stesso attore con cui realizzò la pellicola di Tex Willer. Gemma si calò molto bene nei panni di questo ufficiale dei carabinieri, che aveva un passato da campione di Declaton, ai Giochi Mediterranei, avendovi gareggiato come componente dell'Arma; con l'ufficio la cui finestra dà sulla scenografica Piazza di S.Ignazio a Roma, sede appunto del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico.
Ha un superiore, il Colonello Raimondi (l'attore Luciano Stella, anche lui con un passato nei Western e polizieschi italiani) che non manca mai di affidargli le peggiori patate bollenti, e un giovane assistente il Brigadiere Federico Plenizio ( l'attore Vanni Corbellino ), a cui, nonostante lo tiranneggi un pò, è molto legato. Prova ne sono le amichevoli schermaglie tra i due che sono di casa in ogni episodio. Ma la cosa più importante è la famiglia a cui è strettamente legato, non la "sua", essendo scapolo, ma quella della sorella restauratrice d'arte sposata con un avvocato e una figlia ( Fiorenza Tessari, figlia del regista ), che lo assilla con le barzellette sui carabinieri, oppure chiedendogli di usare la sua agile mente per risolvergli i giochi della "Settimana Enigmistica". Questa famiglia è un rifugio sicuro a cui approdare ogni volta che riesce a sfuggire al Servizio. Un Servizio pericoloso, come sottolinea il cognato che lo vorrebbe nel suo studio, in cui più volte rischia la pelle, e che lo mette nei guai con la sua fidanzata laura ( l'attrice Assumpta Serna ) giornalista, che nel primo episodio "il ratto di Proserpina" non comparirà mai, ma se ne avverte la presenza, e che si vedrà solo nell'episodio del "Calice di Murano".
Purtroppo la RAI decise di.cambiare le carte in tavola ( come è regola fissa in Casa Rai ) e affidò la serie ad altri sceneggiatori che fanno sparire la famiglia, puntando solo sul fatto che il Capitano Maffei, insieme al fido Plenizio, siano un asso nella manica per il Nucleo Tutela Patrimonio Artistico, che si troveranno, coinvolti in un vero e proprio giro d'Italia. Infatti la serie si svolge in varie città d'arte d'Italia, Firenze, Pompei, Venezia... come a sottolineare che i furti artistici non hanno sede, la nostra penisola è un enorme museo d'arte quasi a cielo aperto, non per niente vantava ben il 70 per cento del Patrimonio Artistico Mondiale, ormai .sceso al 40 per cento. Oggi comunque dopo che la RAI ha voluto terminare la serie a soli 7 episodi ( Gemma disse "..per me se ne potrebbero fare CENTO.. ) essa va ricordata come un piccolo gioiello in cui erano miscelati assieme avventura e divertimento con Storia dell'Arte, Cultura e Turismo.
°°°°°°°°°°°°
I TITOLI
- II RATTO DI PROSERPINA. di Duccio Tessari
la famosa statua del Gian Lorenzo Bernini del 1622, viene rubata dalla galleria Borghese. Maffei la ritrova in fondo al mare.
- LA FORESTA CHE VOLA, di Tonino Valerii
Antiche donazioni di famiglie nobili veneziane ormai estinte, tra cui preziose ceramiche della settecentesca Rosalba Carrieri, vengono vendute all'estero grazie ad un hostess inglese.
- ADDIO RAFFAELO, di Alberto Martino
Un pazzo spara sulla tela di Raffaello Sanzio del 1519, raffigurante il Papa Leone X, in modo che sia trafugata subito dopo il restauro.
- LA STATUA DI FIDIA, di Alberto Martino
Dei tombaroli pompeiani ritrovano una statuetta della Dea ATHENA realizzata dallo scultore greco nato tra il 490 e il 485 a.c. e Maffei impedisce che un facoltoso italo-americano la espatri.
- UN GALEONE PIENO DI SUONI, di Alberto Martino Durante un concerto all'Arena di Verona viene rubato un prezioso violino del '700. In questo episodio Maffei gareggia in abilità con il Marco Palma di POLIZIOTTO SPRINT ( celebre film di Stelvio Massi con Maurizio Merli ) .
- IL CALICE DI MURANO, di Alberto Martino
Una banda di bulgari vuole rubare un piccolo tesoro d'antiquariato in casa della contessa Dallariso, interpretata da Caterina Boratto, già contessa Dall'isola nel 12° episodio dei Racconti del Maresciallo.
- CARTOGRAFIA SACRA, di Tonino Valerii
Attraverso una cartina desunta da antichi archivi ecclesiastici si scopre che su un antico eremo senese (detto della Buona Morte) sotto una crosta del 400 si cela un GIOTTO sconosciuto.